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Riforma del regolamento di procedura civile e del regolamento esecutivo - Parte 1

In data 1.1.2013 è entrata in vigore la riforma del regolamento di procedura civile e del regolamento esecutivo, pubblicata nella Collezione delle Leggi con no. 396/12 Coll., che ha cambiato diversi aspetti disciplinati dal regolamento esecutivo. Le modifiche più significative apportate sono le seguenti.

Abolizione del doppio sistema del procedimento esecutivo

La riforma, anzitutto, interviene limitando il “doppio sistema” dell’esecuzione per mezzo del tribunale (a cura dell´ ufficiale giudiziario) e dell´esecuzione per mezzo dell´esecutore (a cura dal cd. esecutore). Per far valere i propri diritti non sarà più possibile scegliere discrezionalmente tra il procedimento esecutivo presso il tribunale e il procedimento esecutivo dinnanzi al cd. esecutore, in quanto saranno tassativamente previsti i casi in cui un diritto potrà essere fatto valere dinnanzi al giudice e quelli in cui un diritto potrà essere fatto valere dinnanzi all’esecutore.

Il giudice avrà competenza esclusiva nelle materie relative all’educazione dei minori, al mantenimento o agli alimenti e al pagamento delle spese sostenute dalla madre non sposata, all’ assegnazione dell’abitazione comune e al non mantenimento dei rapporti con l’avente diritto, alla liberazione degli appartamenti con garanzia di abitazione sostitutiva. Anche l’esecutività delle decisioni estere e degli organi della comunità europea saranno di competenza esclusiva del giudice. Nel caso in cui, poi, sia presentata al giudice un’istanza avente oggetto diverso dalle materie specificate al paragrafo § 251 comma 2 del regolamento di procedura civile, il giudice non accoglierà tale istanza.

Tutte le altre pretese e gli altri crediti potranno essere fatti valere soltanto mediante esecuzione forzata – ai sensi del regolamento esecutivo, ossia dinanzi al cd. esecutore. Infine, sono sottratti all’esecuzione effettuata dal giudice tutti i casi in cui è possibile instaurare un’esecuzione fiscale dinnanzi ai rispettivi soggetti competenti.

Abolizione della dichiarazione di esecuzione, modifica all’istanza esecutiva

I nuovi procedimenti di esecuzione non saranno più instaurati mediante istanza di dichiarazione dell’esecuzione, sulla base della quale il giudice poi ordina l’esecuzione, ma attraverso la sola istanza di esecuzione. Il giudice dovrà solo incaricare l’esecutore responsabile dell’intera esecuzione. In questo caso, tuttavia, non si tratta di una decisione che necessita, quindi, di notificazione e passaggio in giudicato da parte del tribunale. All’istanza di esecuzione dovrà essere necessariamente allegato il titolo esecutivo o la sua copia autentica. Gli altri requisiti dell’istanza di esecuzione sono rimasti praticamente invariati.

Un’ulteriore novità attiene al fatto che sarà proprio l´esecutore a decidere per l’accoglimento o meno dell’istanza di esecuzione, tenuto conto del rispetto dei requisiti, o per l’eventuale rigetto dell’istanza nel caso in cui l’istanza non sia stata adeguatamente integrata o modificata entro i termini stabiliti, ovvero, nel caso in cui l’istanza sia carente del titolo esecutivo. Nonostante il fatto che sono stati rafforzati i poteri dell´ esecutore nell’ambito delle istanze di esecuzione, il giudice continuerà ad effettuare un controllo sia sostanziale che formale su tali istanze.

Nei contenziosi stragiudiziali, il procedimento di esecuzione sarà molto più rapido, in quanto non sarà necessario attendere il passaggio in giudicato della sentenza. L’esecutorietà sarà indicata dall’esecutore che notificherà la stessa ai soggetti nei cui confronti è destinato a produrre effetti. Opposizione sia depositata in un unico luogo. In caso, poi, di esecuzione infondata, sarà garantita maggior tutela all’obbligato.

Creazione di uno strumento di opposizione universale – istanza di sospensione dell’esecuzione

Considerato che l’esecuzione non sarà più ordinata da parte del giudice e che la nomina dell’esecutore non avverrà più con decisione, notificata alle parti, è stato abolito anche l’istituto dell’impugnazione quale strumento giuridico con effetto sospensivo. Questo è stato sostituito con l’istanza di sospensione dell’esecuzione che diventa così uno strumento di opposizione universale nel procedimento esecutivo. Nel caso in cui tale istanza sia presentata entro 30 giorni dal sollecito di adempimento spontaneo, non sarà possibile dar luogo all’esecuzione fino alla decisione definitiva del giudice sull’istanza di sospensione dell’esecuzione. L’istanza di sospensione dell’esecuzione deve essere sempre presentata all’esecutore secondo le modalità attualmente previste, ossia previa notifica dall’avente diritto sulla sua possibilità di esprimersi a tal proposito. Nel caso in cui, poi, questo acconsenta, l’esecutore sospende l’esecuzione, mentre nel caso in cui sia contrario, l´esecutore rimetterà la decisione dell´istanza al giudice, la cui decisione potrà essere impugnata. L’esecutore verifica i requisiti dell’istanza che verrà rigettata con ordinanza nel caso in cui sia incompleta, indefinita o non chiara. Infine, nel caso in cui l’ordinanza di rigetto sia impugnata, l’esecutore la revoca e trasmette la questione al giudice esecutore.

Procedura di nomina dell’esecutore

L’esecutore notifica all’avente diritto l’avvio dell’esecuzione entro15 giorni dalla nomina in carica. Contestualmente, l’esecutore effettua tale notifica anche all’obbligato, sollecitandolo ad adempiere spontaneamente. L’obbligato entro 30 giorni dal ricevimento della notifica potrà adempiere spontaneamente ovvero presentare opposizione con effetto sospensivo.

Riunione delle esecuzioni

È stato introdotto l’obbligo di riunire tutte le questioni che abbiano le stesse parti e lo stesso esecutore. La riunione avviene automaticamente ex lege con il deposito dell’ultima istanza. Alcuni procedimenti, in casi particolari, possono essere esclusi dalla riunione da parte dell’esecutore per motivi di efficienza procedimentale. Inoltre, su domanda dell’obbligo è possibile riunire i procedimenti in cui figuri la stessa persona obbligata, nonostante sia diverso il soggetto avente diritto o l’esecutore. Tuttavia, per motivi di interesse all’efficienza o dello stato del procedimento, il giudice può decidere di non riunire i procedimenti.

Modalità semplificate di sostituzione dell’esecutore durante il procedimento di esecuzione

Da oggi, non sarà più necessario domandare al giudice la sostituzione dell’esecutore. Nel caso in cui le parti in causa acconsentano, la questione sarà rimessa direttamente tra gli esecutori coinvolti. La sostituzione dell’esecutore è possibile anche per le cause pendenti prima della riforma, instaurati sulla base di una decisione esecutiva.

Modificazione delle modalità di svolgimento dell‘esecuzione

Relativamente alle modalità di svolgimento delle esecuzioni, sono state introdotte diverse modifiche. In particolare sono cambiate le modalità di rivendicazione delle quote societarie nelle società, delle quote nelle cooperative, della vendita all’asta dei beni mobili ed immobili; per gli immobili è introdotto l’istituto dell’asta al rialzo e un nuovo modo di provvedere all’esecuzione mediante l’amministrazione degli immobili e delle aziende.

Limitazione alla generale azione inibitoria

Nel caso in cui sia pretesa un’obbligazione del tutto sproporzionata rispetto al patrimonio dell‘obbligato, il quale non potrebbe disporre di tale patrimonio ai sensi del paragrafo § 44a comma 1, l’esecutore può decidere, prima della notifica dell’avvio dell’esecuzione all’obbligato, che tale divieto di disporre del patrimonio sia limitato soltanto alla parte di patrimonio proporzionale all’obbligazione pretesa. L’inibitoria non riguarda né lo stato e nemmeno gli enti amministrativi territoriali.

Possibilità di rifarsi sul patrimonio del coniuge dell’obbligato

I crediti facenti parte della comunione di beni dei coniugi ed anche i beni di proprietà del coniuge non esecutato possono essere accertati tramite la collaborazione obbligatoria di alcuni soggetti con l´esecutore. Dunque, sarà possibile estendere l’esecuzione anche sul conto corrente e sui redditi del coniuge dell’obbligato.

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