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Ricorsi contro le spese applicate dalle banche su conti correnti ipotecari e su altri conti correnti di finanziamento

La direttiva 93/13/CEE del consiglio europeo del 5 aprile 1993 concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori prevede che per "clausola abusiva" si intenda: "Una clausola contrattuale che non è stata oggetto di negoziato individuale, è contraria al principio di proporzionalità e determina un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti contrattuali a danno del consumatore".

"Inoltre, non si considera oggetto di negoziato individuale quella clausola che è stata redatta preventivamente e il consumatore non ha potuto quindi esercitare alcuna influenza sul suo contenuto".

Sulla base di tali disposizioni, rispettivamente del codice civile tedesco e dei principi fondamentali di tale ordinamento, la corte suprema tedesca ha deciso per il rimborso delle spese contestate per l’apertura di un conto corrente ipotecario, il cui pagamento, ai sensi della decisione del giudice, era in contrasto con la legislazione europea.

Ai sensi della decisione della corte suprema, infatti, l’apertura di un conto corrente speciale per un mutuo ipotecario è nell’esclusivo interesse della banca che lo utilizza per fini tecnico-organizzativi connessi con la contabilizzazione delle singole rate del muto. Questo significa che non esiste alcuna controprestazione concreta alle spese di tenuta di tale conto corrente, ma che ne trae vantaggio soltanto la banca.

Le argomentazioni della corte suprema tedesca sono state utilizzate dall’avvocato e mediatore, il sig. Petr Němec, nella sua richiesta di restituzione delle spese di tenuta del conto corrente ipotecario corrisposte alla Komerční banka. La banca inizialmente si rifiutava di rimborsare tali spese, così l’avvocato ha presentato un ricorso sia all’Arbitro Finanziario della Repubblica Ceca che al Tribunale. La banca, tuttavia, ha restituito spontaneamente tali somme prima che intervenisse una decisione giudiziale in proposito. In questo modo la banca ha adempiuto alla richiesta del cliente prima della notifica dell’ingiunzione di pagamento da parte del Tribunale Distrettuale di Praga 1 (quindi prima del passaggio in giudicato della decisone del tribunale). Come indicato dal sig. Němec "poiché la banca non ha presentato opposizione al decreto ingiuntivo, ha evitato un procedimento giudiziale mediante il quale il giudice avrebbe dovuto decidere espressamente sulla legittimità o meno della spesa di tenuta del conto corrente".La conseguenza di tale mancata opposizione è l’inesistenza, ad oggi, di un precedente nella materia in oggetto, diversamente da quanto avvenuto in Germania.

Diverse persone, poi, hanno ottenuto il rimborso delle spese di tenuta del conto corrente ipotecario a seguito di accordi con le loro rispettive banche, questo mediante richiesta individuale ovvero collettiva proveniente dalle associazioni di consumatori che si sono attivate ed hanno redatto anche i rispettivi ricorsi da presentare eventualmente in tribunale.

Per contro le banche dichiarano di non essere intenzionate a rimborsare le spese di tenuta del conto corrente, in quanto tali spese sono il corrispettivo che il cliente è tenuto a pagare in base ad un contratto regolarmente stipulato dopo essere stato messo a conoscenza del suo contenuto. Inoltre, le banche ritengono che tali spese corrispondano al corrispettivo dovuto per la gestione del mutuo, ivi inclusi i costi amministrativi e di consulenza al cliente per tutta la durata del mutuo.

Tuttavia, tali spese di tenuta del conto corrente, secondo la direttiva europea suddetta, sono considerate quali condizioni abusive, quindi, nell’ambito della tutela del consumatore, ritenute invalide anche se espressamente indicate nel contratto di mutuo e sottoscritte dal cliente. Gli eventuali costi derivanti dalla gestione del mutuo dovrebbero essere inclusi nel tasso di interesse, voce sicuramente più interessante per il cliente, quindi verificabile e paragonabile, infine eventualmente detraibile dalle imposte, al contrario delle spese di gestione del conto.

Problematica:

La sentenza emessa dalla Suprema Corte tedesca non è applicabile al diritto ceco, in quanto il giudice tedesco ha deciso ai sensi del codice commerciale ivi vigente, nonostante il fatto che il codice commerciale tedesco disciplini tale materia in maniera del tutto simile a quello ceco, poiché derivano entrambi dalla direttiva europea sulla tutela dei consumatori. Nel contenzioso suesposto del sig. Petr Němec, come già indicato, la banca ha provveduto spontaneamente al rimborso delle spese contestate.

Considerato, dunque, che sul territorio della Repubblica Ceca non è ancora stato deciso in merito alla questione in oggetto, ossia sulla legittimità o meno delle spese di tenuta del conto corrente, gli altri clienti interessati al rimborso di tali spese dovranno ricominciare dall’inizio. Inoltre, nel caso in cui le banche decidessero di non addebitare più tali spese, di sicuro queste dovranno essere in qualche modo compensate, per esempio aumentando il tasso di interesse oppure addebitando espressamente delle spese di gestione del conto corrente dovute, per esempio nel caso di Equa Bank, come corrispettivo per i diversi servizi offerti, non definendolo più quindi quale spesa per la tenuta del conto corrente ipotecario.

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