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“Diritto contrattuale europeo”

Non troppo tempo addietro la Commissione UE ha proposto l’elaborazione di un diritto europeo dei contratti. La proposta è stata avanzata ufficialmente per mezzo di un “libro verde” presentato nel luglio 2010.

Scopo della proposta è appunto quello di creare una vera e propria legislazione contrattuale uniforme per tutto lo spazio UE, favorendo in tal modo sia la certezza del diritto, sia l’effettività degli scambi commerciali all’interno dell’Unione Europea. L’esigenza si è fatta anche pressante poiché, oramai da tempo, società, professionisti e consumatori concludono sempre più spesso accordi con controparti residenti od operanti in Stati diversi. In simili casi non è raro quindi che le parti del contratto – di solito distanti tra loro e con cultura giuridica differente – sollevino dubbi su quale sia la legge regolatrice dei loro rapporti, sullo stesso perfezionamento del contratto, su quali siano gli effetti e gli obblighi derivanti da esso, su come debba essere interpretata una certa clausola e così via. Gli strumenti pensati dalla Commissione per realizzare un simile obiettivo variano dall’uso del regolamento (molto invasivo poiché, essendo uno strumento che non necessita di atti statali di recepimento ai fini della sua applicabilità, andrebbe direttamente a sostituire la legislazione interna degli Stati membri); di direttive, raccomandazioni o principi di esperti, tali invece da portare all’elaborazione di norme statali comuni e/o contratti/modelli standard comuni. Peraltro, la Commissione ha parlato addirittura di un vero e proprio codice europeo dei contratti. La nuova legislazione non dovrebbe però andare ad intervenire nell’intero sistema giuridico contrattuale degli Stati membri, ma solamente con riferimento ai contratti c.d. “business to consumer” e/o “business to business”. Nonostante il progetto sia complesso ed ambizioso, va precisato come questo non sia una semplice proposta senza futuro considerato che la stessa Commissione dovrà proporre, entro la fine del 2011, quella che dovrà essere la nuova legislazione comune per l’elaborazione di un diritto europeo dei contratti. Concludendo, ed a prescindere dall’effettiva concretizzazione di un vero e proprio diritto europeo dei contratti, è bene segnalare come la UE sia già intervenuta in materia contrattuale. Esempio pratico è il Regolamento (CE) 593/2008 – noto anche come regolamento “Roma I” – che è l’attuale disciplina comunitaria in materia di legge applicabile ai contratti nelle ipotesi in cui questi presentino elementi di internazionalità: ossia, laddove il diritto – generalmente inteso – di Stati diversi sia allo stesso tempo potenzialmente applicabile alla medesima fattispecie contrattuale, venendosi così a creare quella che tecnicamente è classificata come un’ipotesi c.d. di “conflitto di leggi”.

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