Přihlášení:

Registrace

Články

Compravendita internazionale, clausole Incoterms – luogo di consegna dei beni e competenza giurisdizionale

Il 9 giugno 2011 la Corte di Giustizia UE si è pronunciata – di nuovo – su un argomento sempre molto dibattuto a livello giurisprudenziale: l’individuazione del luogo di adempimento di un’obbligazione contrattuale ai fini della successiva determinazione, in caso di controversia, dello Stato membro con competenza giurisdizionale.

La norma oggetto di interpretazione da parte della Corte è l’art. 5 del regolamento (CE) 44/2001 che, per maggior chiarezza, si riporta qui appresso: “La persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro: 1) a) in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita; b) i fini dell'applicazione della presente disposizione e salvo diversa convenzione, il luogo di esecuzione dell'obbligazione dedotta in giudizio è: - nel caso della compravendita di beni, il luogo, situato in uno Stato membro, in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto”. La particolarità della sentenza citata è nel fatto che la Corte si è pronunciata, seppur indirettamente, anche in merito al valore giuridico degli Incoterms (“International Commercial Terms”) elaborati dalla Camera di Commercio Internazionale e molto utilizzati nelle pratiche di commercio internazionale. La controversia principale è sorta da un contratto di compravendita concluso tra una ditta italiana (venditrice) ed una ditta francese (acquirente). La ditta italiana, non avendo ricevuto il pagamento del prezzo pattuito, ha proposto ricorso per decreto ingiuntivo davanti a tribunale italiano nei confronti della controparte francese. Quest’ultima si è opposta lamentando quindi l’incompetenza del tribunale italiano, avendo essa sede in Francia. La ditta italiana ha replicato invocando la clausola contrattuale “Resa: Franco ns. sede”, analoga all’Incoterms “EXW” (“Ex Works”), relativa proprio all’individuazione del luogo di consegna dei beni nei casi di compravendita internazionale. Sulla base di ciò, il luogo di consegna pattuito dalle parti avrebbe dovuto essere la sede in Italia del venditore e lo stesso venditore avrebbe quindi adempiuto i propri obblighi di consegna mettendo la merce a disposizione di un vettore presso la propria sede. Da ciò, il rinvio interpretativo del giudice italiano alla Corte di Giustizia chiedendo: “Se l’art. 5, punto 1, lett. b) del regolamento [44/2001] e, comunque, il diritto comunitario… nel caso di compravendita di beni…vada interpretato nel senso che il luogo della consegna, rilevante ai fini della determinazione del giudice dotato di competenza giurisdizionale, sia quello di destinazione finale delle merci…ovvero quello in cui il venditore si libera dell’obbligazione di consegna, in base alla normativa sostanziale applicabile al singolo caso…”. La Corte ha precisato quindi che: il regolamento 44/2001 prevede (art. 23) che una clausola contrattuale con cui le parti attribuiscano la competenza a decidere un’eventuale controversia possa essere pattuita sia per iscritto che oralmente (con conferma scritta); nel commercio internazionale una simile clausola può essere pattuita anche in una forma ammessa da un uso che le parti conoscevano o avrebbero dovuto conoscere poiché ampiamente riconosciuto e rispettato per contratti dello stesso tipo e nel ramo commerciale considerato; gli Incoterms della Camera di Commercio Internazionale rappresentano usi consolidati nel settore del commercio internazionale e generalmente riconosciuti; detti termini ed usi non solo possono, ma anzi, debbono essere utilizzati dai giudici per interpretare il contratto oggetto di controversia. Sotto tale profilo, la Corte ha quindi dichiarato che la clausola “Ex Works” comprende, oltre alle disposizioni relative ai rischi delle parti ed alla ripartizione dei costi (di consegna, spedizione, trasporto), anche le disposizioni relative alla consegna ed alla presa in consegna dei beni, consentendo quindi di individuare l’effettivo luogo di consegna dei beni a fini contrattuali. Da ciò, il seguente principio di diritto elaborato dalla Corte di Giustizia: “…Al fine di determinare se il luogo di consegna sia determinato “in base al contratto”, il giudice nazionale deve tenere conto di tutti i termini e di tutte le clausole rilevanti di tale contratto…ivi compresi i termini e le clausole generalmente riconosciuti e sanciti dagli usi del commercio internazionale, quali gli Incoterms elaborati dalla Camera di Commercio Internazionale…”. Ove poi non sia comunque possibile determinare in tal modo il luogo di consegna, questi deve essere individuato nel luogo “…della consegna materiale dei beni mediante la quale l’acquirente ha conseguito o avrebbe dovuto conseguire il potere di disporre effettivamente di tali beni alla destinazione finale dell’operazione di vendita”.

Zpět